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Ripartenza aziende in fase 2: la consulenza del commercialista

Il momento peggiore della crisi sanitaria è indubbiamente passato: ora è tempo di ripartire, cercando di allontanarsi il prima possibile dalla recessione economica conseguente al lungo lockdown e dalle altre indispensabili misure per il contenimento del contagio.

In questo delicato contesto, gran parte delle aziende guarda al presente e al futuro con incertezza, senza sapere quanti dei propri clienti resteranno tali, quanti di loro continueranno a pagare con regolarità e quali saranno i concreti aiuti da parte dello Stato. A dover supportare gli imprenditori in questo passaggio rischioso sono ovviamente i commercialisti e i consulenti fiscali, i quali, proprio in questo frangente, assumono un ruolo di particolare rilevanza nei confronti dei propri clienti. Gli studi professionali rappresentano infatti un punto di riferimento imprescindibile per un rilancio sicuro e rapido delle imprese.

I professionisti non possono che muoversi di conseguenza, approntando tutto il necessario per aiutare le imprese clienti in difficoltà per effetto della pandemia Covid-19. Per colmare tutte le eventuali lacune e per dare la possibilità ai professionisti di monitorare in modo sicuro e continuo la situazione finanziaria dei rispettivi clienti, offrendo una consulenza a elevato valore aggiunto, Zucchetti ha sviluppato il servizio cloud Digital CFO, uno strumento per l’orientamento, il controllo e la pianificazione finanziaria.

In che modo il professionista, avvalendosi di Digital CFO, può supportare le aziende clienti per gestire nel modo più efficace possibile la ripartenza? Vediamo nel dettaglio le azioni corrette e le funzionalità del servizio.

1) Limitare le uscite non indispensabili e incassare i crediti

Il primo passaggio consiste nel monitorare con attenzione i flussi di cassa. Per prima cosa, è necessario supportare le aziende nel distinguere i costi inderogabili e indispensabili da quelli che, invece, possono essere prorogati nel tempo o eventualmente rivisti e diminuiti. Si procederà così con la rimodulazione dei pagamenti ai fornitori, con il ricorso ad ammortizzatori sociali per ridurre il costo rappresentato dalle retribuzioni, con la richiesta di sospendere i pagamenti rateali, verificando che gli intermediari segnalino correttamente la sospensione.

È poi necessario guardare ai ricavi, a quelli che potranno risultare ritardati o assenti, concentrandosi soprattutto sull’incasso dei crediti esigibili, puntando a evitare per quanto possibile la rilevazione di insoluti nella Centrale Rischi di Banca d’Italia. Va inoltre sottolineato che Digital CFO, grazie al suo strumento di tesoreria, permette di assegnare dei livelli di probabilità ai costi e agli incassi previsti, generando così scenari di riferimento in base ai quali muoversi.

2) Assicurare nuova liquidità

Attraverso la lettura e l’analisi automatica della Centrale Rischi, Digital CFO aiuta il commercialista nell’analisi puntuale della liquidità aziendale. Di fronte a una carenza di mezzi finanziari, che potrebbe tradursi in una crescente difficoltà nel pagare fornitori, dipendenti e imposte, diventa indispensabile ottenere nuova liquidità. Per aiutare i clienti in difficoltà è dunque importante ottenere la valutazione di ammissibilità alla garanzia del Fondo, in linea con quanto riportato nel Decreto Cura Italia, attraverso la funzione “Digital MCC” di Digital CFO, per poi dimostrare la capacità di rimborso da parte dell’azienda presentando i flussi di cassa prospettici.

3) Pianificare i flussi di cassa a 12 mesi

Per prevenire problematiche future, le aziende sono tenute a programmare nel dettaglio quelle che saranno le risorse utili a supportare la ripartenza dell’attività nei mesi futuri. Il “Budget di Tesoreria” di Digital CFO si rivela uno strumento prezioso poiché permette di prevedere in modo semplice e rapido i flussi di cassa in entrata e in uscita per i 12 mesi successivi. In caso di entrate previste insufficienti, Digital CFO presenta le migliori azioni correttive, in modo da evitare segnalazioni a livello della Centrale Rischi.

4) Individuare le aree aziendali con maggiori difficoltà

Per anticipare e contenere una crisi d’impresa è fondamentale coglierne da subito i primi segnali. La funzione “Digital Alert” di Digital CFO permette di analizzare tutte le aree nevralgiche dell’azienda, così da individuare immediatamente eventuali debolezze ed intervenire nel modo più rapido e opportuno.

5) Monitorare costantemente la salute aziendale

Banche, clienti, fornitori, provider: tutti questi soggetti possono accedere al bilancio dell’azienda, documento pubblico che rappresenta, di fatto, il volto dell’impresa verso il mondo esterno. Per questo motivo, soprattutto in questa fase di grande incertezza, il commercialista deve controllare lo stato di salute dell’azienda tenendo in considerazione una serie di indici di bilancio. La funzione “Key Performance Indicators” di Digital CFO permette di monitorare l’equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico dell’azienda, tenendo traccia dell’evolversi mensile dei vari indici.

Adottando le migliori soluzioni digitali come Digital CFO, i commercialisti avranno a disposizione un prezioso alleato, capace di fornire un concreto supporto in questo delicato momento storico, che vede i professionisti impegnati nell’affiancare le aziende con approccio consulenziale per analizzare dati, monitorare flussi e prevenire situazioni critiche, al fine di porre le basi di una strategia di rilancio lungimirante ed efficace.

 

Fonte: ProfessionistaDigitale

Digitalizzazione e consulenza: quale futuro per il commercialista?

Quale sarà il futuro della professione del commercialista?

Negli ultimi anni questa è stata una domanda ricorrente. Tutto è iniziato nel 2015, con l’introduzione del 730 precompilato e, in particolare, con le successive aggiunte di detrazioni, di spese e di ulteriori specifiche, che hanno portato ad un 730 praticamente completo, con soltanto un numero ristretto di modifiche da apportare.

Il secondo grande passo è stato fatto più di recente, con l’introduzione della fattura elettronica obbligatoria. Certo, sotto alcuni aspetti questo meccanismo può essere ancora aggiustato dall’Agenzia delle Entrate, e la gestione dei rapporti con il Sistema di Interscambio continua ancora oggi a chiamare in causa la figura del commercialista. Ma il sentiero è tracciato: si è sempre più vicini a una gestione potenzialmente autonoma delle fatture elettroniche e dei bilanci aziendali, grazie soprattutto allo sviluppo di software gestionali sempre più completi.

Ecco quindi che il quesito circa il futuro del commercialista diventa centrale, e scottante. Si tratta forse di una professione destinata a scomparire nel tempo? I progressivi automatismi messi in campo dall’Agenzia delle Entrate porteranno a un veloce declino degli Studi?

La risposta è no: la professione del commercialista è destinata a durare a lungo. A patto, ovviamente, di evolversi.

Come deve essere il commercialista del futuro?

In molti l’hanno già definito “Commercialista 2.0”. Ma quali sono, allora, le direzioni concrete verso cui il commercialista deve evolversi?

Il timore dei professionisti è quello di doversi trasformare in qualcosa che ha poco a che fare con l’attività contabile tradizionale, con l’obbligo di diventare una figura a metà strada tra un consulente d’azienda e un esperto di digital trasformation. Non è esattamente così – anche se sì, questi elementi saranno entrambi fondamentali nel futuro del commercialista.

Il commercialista diventerà un consulente?

Il commercialista del futuro non sarà un puro consulente ma metterà a disposizione le proprie competenze per supportare gli amministratori aziendali nel prendere le migliori decisioni per quanto riguarda il controllo di gestione.

Si tratta certamente di un’opportunità da non perdere, che non snatura il ruolo del commercialista come esperto strategico in aspetti contabili, finanziari e giuridici nella gestione economica dell’azienda.

Nonostante sia possibile che il commercialista non possieda tutte le conoscenze tecniche necessarie per offrire un servizio completo ai propri clienti, questo non rappresenta un limite insormontabile. Esiste infatti la possibilità di ampliare le competenze dello Studio tramite l’inserimento di nuove figure professionali, o anche semplicemente esternalizzando determinati servizi. L’importante è muoversi seguendo una precisa visione strategica, sfruttando software innovativi per organizzare al meglio i dati dei clienti ed eseguire le analisi necessarie in modo semplice e veloce.

Il rapporto tra commercialista e digitalizzazione

La chiave dell’evoluzione digitale del commercialista sta nella sua capacità di utilizzare al meglio i dati disponibili per fornire ai clienti le giuste risposte. Questo non vuol dire che gli Studi del futuro debbano trasformarsi in agenzie informatiche, avvalendosi di competenze digitali di alto livello, dovendo cercare nuove risorse non più nelle facoltà di economia ma in quelle di informatica. Assolutamente no: con i gestionali contabili e fiscali di ultima generazione è infatti possibile importare ed elaborare dati in modo automatico, semplice e rapido.

Pertanto sì, esiste certamente un dinamico e brillante futuro per il commercialista: l’importante è evolversi affidandosi a soluzioni software innovative!

 

Fonte: ProfessionistaDigitale.it