Fattura elettronica e privacy: partono le ispezioni del Garante

Nuovi controlli in arrivo in tema di fattura elettronica e privacy: come prevede il nuovo piano sulle attività ispettive previste per il primo semestre dell’anno, infatti, il Garante Privacy verificherà il corretto trattamento dei dati da parte degli intermediari.

Il Garante Privacy torna ad occuparsi di fattura elettronica e lo fa con la deliberazione dello scorso 6 febbraio 2020 con cui ha approvato il piano ispettivo per il primo semestre dell’anno.

Per la prima volta, dunque, la fatturazione elettronica viene interessata dai controlli in materia di privacy, ma sarà comunque solo uno dei punti al centro degli 80 nuovi accertamenti ispettivi che verranno effettuati anche a mezzo del Nucleo speciale tutela privacy della GdF.

In particolare, come si legge nel testo della deliberazione (Registro dei provvedimenti n. 23 del 6 febbraio 2020), i controlli sulle fatture elettroniche verteranno sui trattamenti di dati effettuati da parte degli intermediari.

Fattura elettronica e rischio privacy: il precedente

La privacy, dunque, e in particolare il trattamento dei dati personali continuano ad essere punti critici nella gestione della fatturazione elettronica.

Ricordiamo tutti il clamore destato dal provvedimento del 15 novembre 2018 nei confronti dell’Agenzia delle Entrata con il quale l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali disse “stop” alla fattura elettronica. Così facendo, il Garante esercitò per la prima volta, ponendosi in prima linea nel panorama europeo, una delle nuove e importanti prerogative a esso attribuite dal Regolamento Europeo (EU) 2016/679, l’ormai celeberrimo GDPR, costituita dall’esercizio dei cosiddetti poteri correttivi.

L’art. 58 della normativa dell’Unione prevede, infatti, la possibilità per le Autorità nazionali di controllo, di intervenire nei confronti, tra gli altri, degli enti o degli organi dello Stato, qualora ravvisi, nella loro veste di Titolari del trattamento, delle criticità che possono porsi in contrasto con la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali.
Utilizzando il dato testuale normativo, può dirsi che ogni autorità di controllo ha, tra gli altri, il potere di “rivolgere avvertimenti al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento sul fatto che i trattamenti previsti possono verosimilmente violare le disposizioni del presente regolamento”.

L’Agenzia delle Entrate poté quindi “fregiarsi” di essere stata la prima destinataria di questa nuova prerogativa, in relazione a una delle innovazioni più attese (e temute) degli ultimi anni da parte dei contribuenti, ovvero l’introduzione della fattura elettronica che, a quel punto, non parve certo nascere sotto una buona stella.

Utilizzando il dato testuale normativo, può dirsi che ogni autorità di controllo ha, tra gli altri, il potere di “rivolgere avvertimenti al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento sul fatto che i trattamenti previsti possono verosimilmente violare le disposizioni del presente regolamento”.

L’Agenzia delle Entrate poté quindi “fregiarsi” di essere stata la prima destinataria di questa nuova prerogativa, in relazione a una delle innovazioni più attese (e temute) degli ultimi anni da parte dei contribuenti, ovvero l’introduzione della fattura elettronica che, a quel punto, non parve certo nascere sotto una buona stella.

 

Fonte: CyberSecurity360